"L'unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azione" – Ezra Pound
  • Inizio
  • Chi siamo
  • Contattaci
  • Mercatino
    • Cassa
    • Risultati dell’operazione
    • Il tuo profilo

Emergenza casa: anche a Ostuni Casapound promuove il mutuo sociale

admin | 18 aprile 2010
Emergenza casa: anche a Ostuni Casapound promuove il mutuo sociale
Ostuni, 18 Aprile – Fiumana di cittadini al gazebo dell’associazione di promozione sociale Casapound Italia che domenica 18 aprile 2010 ha presidiato via Pola in Ostuni. L’associazione si è proposta di sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni locali su un problema, quello della emergenza abitativa e del caro casa, che soprattutto in territorio Ostunese assume dimensioni talmente elefantiache da registrare l’incapienza dei redditi mensili delle famiglie rispetto alle rate del mutuo sulla prima casa.
La soluzione al problema passa per la proposta di legge del “Mutuo Sociale” (recepita – tra l’altro – all’unanimità dal consiglio comunale di Viterbo). La proposta parte dal presupposto che ogni famiglia italiana possa soddisfare il bisogno primario di ripararsi attraverso il riconoscimento di un diritto ad una proprietà della casa di abitazione che sia “conformata”, ossia, meramente funzionalizzata a soddisfare finalità  abitative, e perciò sottratta a qualsiasi facoltà speculativa di godimento e di disposizione del proprietario.
Tale proprietà peraltro è anche ottenuta senza filtri speculativi: non è infatti prevista l’interposizione degli istituti di credito privati ma di un ente pubblico, mentre è possibile la sospensione della rata nel caso di perdita della fonte di reddito, come a esempio nel caso di licenziamento.
L’evento ha registrato l’adesione di autorità istituzionali e della società civile, come il consigliere comunale ostunese Christian Continelli, che conduce una solitaria e coraggiosa battaglia contro il caro casa sul territorio, e di Giuseppe Corona, presidente del “Comitato Tricolore per la zona 167″ in Ostuni.
Manifesto delliniziativa

Manifesto dell'iniziativa

Ostuni, 18 Aprile – Fiumana di cittadini al gazebo dell’associazione di promozione sociale Casapound Italia che domenica 18 aprile 2010 ha presidiato via Pola in Ostuni. L’associazione si è proposta di sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni locali su un problema, quello della emergenza abitativa e del caro casa, che soprattutto in territorio Ostunese assume dimensioni talmente elefantiache da registrare l’incapienza dei redditi mensili delle famiglie rispetto alle rate del mutuo sulla prima casa.

La soluzione al problema passa per la proposta di legge del “Mutuo Sociale” (recepita – tra l’altro – all’unanimità dal consiglio comunale di Viterbo). La proposta parte dal presupposto che ogni famiglia italiana possa soddisfare il bisogno primario di ripararsi attraverso il riconoscimento di un diritto ad una proprietà della casa di abitazione che sia “conformata”, ossia, meramente funzionalizzata a soddisfare finalità  abitative, e perciò sottratta a qualsiasi facoltà speculativa di godimento e di disposizione del proprietario.

Tale proprietà peraltro è anche ottenuta senza filtri speculativi: non è infatti prevista l’interposizione degli istituti di credito privati ma di un ente pubblico, mentre è possibile la sospensione della rata nel caso di perdita della fonte di reddito, come a esempio nel caso di licenziamento.

L’evento ha registrato l’adesione di autorità istituzionali e della società civile, come il consigliere comunale ostunese Christian Continelli, che conduce una solitaria e coraggiosa battaglia contro il caro casa sul territorio, e di Giuseppe Corona, presidente del “Comitato Tricolore per la zona 167″ in Ostuni.

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Iniziative Locali
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

MANIFESTAZIONE NAZIONALE BLOCCO STUDENTESCO/BLOCCO PARTY

BloccoBrindisi | 12 aprile 2010


Per i militanti e simpatizzanti sarà comunicato a breve il luogo e l’ora dell’appuntamento per partire tutti insieme.

BLOCCO PARTY

In serata,dopo la manifestazione nazionale del Blocco Studentesco,si terra’ ad “Area 19″ il Blocco party.

NON SI FERMERA’ LA MARCIA!

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Blocco Studentesco, Iniziative
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

ITIS FERMI: Giornata del ricordo

BloccoBrindisi | 18 febbraio 2010
Facciamo riferimento a quanto dichiara una tardiva nota stampa a firma di anonimi sedicenti “studenti del liceo classico”. Per amore di verità precisiamo che siamo stati presenti in sala per tutta la durata della conferenza. Essa, profonda e toccante, è stata incentrata sulla testimonianza diretta del profugo fiumano Franco Guzzo, Cavaliere al Merito della Repubblica, e si è svolta in modo civile e sereno, senza incidenti d’alcun tipo. Al termine dell’ultimo intervento il relatore ha anche direttamente sollecitato la sala a domande da porgere al suo indirizzo, riservando uno spazio al contraddittorio.
L’evento ha avuto importanza sia per il modo in cui esso è stato realizzato (organizzato – cioè – da studenti autonomamente strutturati, fruendo di spazi di partecipazione previsti dalle norme sull’ordinamento scolastico) sia perché in concreto la testimonianza del Profugo ha rappresentanto un moment o di inconsueto incontro con la storia che si è fatta dinnanzi a noi “carne viva”.
Le anonime dichiarazioni di cui si è detto, dunque, sono in conflitto rispetto a quanto da noi visto e sentito in quella giornata, e ci domandiamo a chi si debba davvero la paternità di esse.

- Andrea Comes (rappresentante di istituto ITIS “Fermi” – Francavilla Fontana e Rappresentante alla Consulta Provinciale degli Studenti)
- Pasquale Carriere (rappresentante di classe ITIS “Fermi”)

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Blocco Studentesco, Iniziative
Tags
blocco studentesco brindisi, itis fermi
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

Blocco studentesco: “La verità non può essere infoibata”

admin | 11 febbraio 2010

Si è svolta in un clima di mestizia la conferenza tenuta ieri a partire dalle ore 10.00 nella sala dell’Ente Fiera a Francavilla Fontana, promossa e organizzata dalla locale federazione del Blocco Studentesco (dipartimento tematico dell’Associazione di Promozione Sociale Casapound Italia, composto da studenti, che si occupa dei problemi della scuola, compresa la rappresentanza studentesca) e patrocinata dall’Ente comune.
L’evento si inscrive nel quadro di quanto previsto dalla legge n. 92 del 30 marzo 2004 che ha istituito per il 10 febbraio di ogni anno la solennità civile del ‘Giorno del Ricordo’, legge che sollecita “iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado” favorendo “da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende”.
Quattro sono gli istituti che – su iniziativa delle rappresentanze studentesche e del comitato organizzatore composto da studenti delle scuole secondarie di secondo grado – hanno aderito alla manifestazione: Istituto Tecnico Industriale Statale “E. Fermi”, Istituto Tecnico Commerciale Statale “G. Calò”, Liceo Classico Statale “V. Lilla”, Liceo Scientifico Statale “F. Ribezzo”.
All’insegna dello slogan “La verità non si infoiba”, esposto su uno striscione nella sala, Franco Guzzo, profugo fiumano, ha raccontato paziente e sommesso stralci del suo vissuto personale.
Una sala attenta ha ascoltato dapprima le riflessioni dei rappresentanti istituzionali locali. Il Vicesindaco si è soffermato sulla necessità di una memoria condivisa, essendo ormai maturi i tempi per una rilettura storica disincantata e non strumentale.
Il Presidente del Consiglio Comunale, ha invitato i presenti ad osservare un minuto di composto silenzio in memoria dei martiri infoibati, dimostrando peraltro come le vicende storiche vengano usate come un maglio trasformandosi spesso in mero strumento di legittimazione del presente.
Ha inoltre stigmatizzato il comportamento di un esponente locale di partito che – in concomitanza con la solennità civile del 10 di febbraio – ha invitato su internet all’ostensione della bandiera del regime comunista occupante, responsabile della pulizia etnica di quegli anni.
Gli studenti al tavolo, dal canto loro, ricostruito brevemente il quadro storico, hanno condiviso le considerazioni del prof. Sabbatucci secondo cui l’emersione di verità storiche viaggi sui binari di una sostanziale modifica del quadro della costituzione materiale, e degli equilibri politici che la sottendono.
L’assordante silenzio che per oltre mezzo secolo è calato sulle vicende giuliano dalmate, la cui conoscibilità è emersa solo dopo generazioni e – sopratutto – dopo un mutato quadro della geopolitica internazionale, ne è la dimostrazione. A comprova di ciò, il parlamentare regionale dei giovani, ha portato un elenco di circa quaranta testi scolastici editi fino al 1998 che obliteravano completamente l’argomento foibe ed Esodo.
L’interrogativo dunque, è quanto il principio di libertà espresso dall’art. 33 Cost. secondo cui “L’arte è la scienza sono libere e libere ne è l’insegnamento” possa ritenersi calato nella effettività o quanto piuttosto l’approccio asettico e positivista alla storia sia sempre nonostante tutto condizionato da elementi esogeni.
Appassionato e commosso è stato l’intervento di Franco Guzzo, sulla cui testimonianza diretta si è fondata l’intera conferenza.
Franco Guzzo, artista poliedrico (ceramista e pittore, le sue opere sono esposte in importanti raccolte italiane ed estere, mentre altre, di grandi dimensioni, ornano numerosi edifici pubblici), scrittore (l’ultimo suo lavoro è il libro “Da mezzogiorno a mezzanotte”, dell’editore Bastogi), sportivo esemplare (velista, cultore delle arti marziali, e paracadutista), Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica” (nell’ambito dell’attività associativa attinente il paracadutismo, in riconoscimento dell’efficacia di azioni d’indubbio valore morale e sociale che lo hanno visto propugnatore e protagonista), è stato al centro della conferenza nella insolita veste di profugo fiumano.
Il nostro testimone ha raccontato particolari raccapriccianti sulla pulizia etnica nei confronti dei connazionali attuata attraverso rastrellamenti di civili dalle bande titine. Sono state proiettate immagini fotografiche delle principali cavità, descrivendo la natura delle stratificazioni riversate all’interno, mostrando scene di recupero delle salme. Poi il racconto della morte del padre (pubblico funzionario a Fiume) e dell’Esodo, vissuto attraverso gli occhi ingenui ma consapevoli di bambino. Di come è riuscito ad essere risparmiato alla pulizia etnica, della fuga dapprima a Trieste poi, essendo attive le bande comuniste anche in questa città, del suo cautelativo trasferimento a Pesaro presso un collegio per orfani (mentre i fratelli, intanto venivano ricoverati nelle Puglie).
Il momento più toccante è stato raggiunto con lo scorrere di foto della sua terra forzatamente abbandonata: di quella che una volta era la sua casa, della scuola che frequentava, dei locali che una volta erano gli uffici del padre, dei luoghi con cui giocava con gli amici.
Gli occhi si fanno lucidi, sale la commozione, che contagia anche qualcuno in sala. Dalle parole di Guzzo non traspare rancore e odio. Il racconto del suo vissuto, nonostante lo sgomento, è intessuto di rassegnazione, di forte difesa della sua identità di Italiano e di Fiumano e di devozione per il Tricolore.
E questo nonostante lo Stato Italiano, per lungo tempo, sia stato ingiusto nei confronti di questi nostri connazionali.
Ci si augura che la società civile reagisca contro incrostazioni ideologiche e culturali che oggi, nonostante la oggettivizzazione della verità storica, ancora comprimono spazi di libertà e di partecipazione degli studenti al dibattito civile ed il diritto degli esuli alla rappresentazione del proprio vissuto, quando non tracimino – addirittura – nella apologia della pulizia etnica.
Affinché i martiri non vengano uccisi due volte.



Comments
Nessun Commento »
Categorie
Iniziative Locali
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

CPI presenta “10 FEBBRAIO: LA VERITA’ NON PUO’ ESSERE INFOIBATA” – 3^ edizione

admin | 8 febbraio 2010

La verità non può essere infoibata

La verità non può essere infoibata

Sensibilizzare e Agire: questi i due verbi scelti per la terza edizione della manifestazione virtuale “10 Febbraio: La verità non può essere infoibata” organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale CasaPound Italia, in collaborazione con Novopress Italia, NoReporter e Radio Bandiera Nera.

Sensibilizzare: nei confronti di un argomento tra i più scomodi, che vede un Paese uscire con passo incerto dalla foschia della censura culturale tesa a nascondere la verità storica di una delle più grandi tragedie nazionali, un vero e proprio genocidio italiano, un’operazione sistematica di pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione italiana del Nord-Est, che ha dovuto subire rastrellamenti, deportazioni, torture e esodi di massa.

Agire: in ogni sede, dalle istituzioni politiche alla scuola, si tende ad insabbiare con troppa disinvoltura i lati oscuri del proprio passato mediante la minimizzazione dei tragici eventi che a partire dall’8 settembre 1943 colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia.
CasaPound Italia riconosce come propria la cultura che si fa azione. E’ per questo che l’Associazione organizza su tutto il territorio nazionale conferenze, fiaccolate, manifestazioni a sostegno della verità storica, sopratutto quando si tratta della memoria traballante di chi vuole a tutti i costi dimenticare; è per questo che anche la rete, canale tra i piu’ importanti per la diffusione delle idee, viene da tre anni a questa parte coperta dalla nostra azione.

In un Paese sull’orlo di una crisi che fa impallidire la memoria storica di chi ci ha preceduti; in una terra ai limiti del collasso, in cui forze fresche hanno deciso di alzare la testa, l’affermazione “LA VERITA’ NON PUO’ ESSERE INFOIBATA” è un atto rivoluzionario.

Mercoledì 10 febbraio 2010 alle ore 11 centinaia di siti internet, blog e forum corredati di Tricolore listato a lutto osserveranno un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano degli assassini titini e manterranno il lutto per le ventiquattr’ore successive.

Manifesta con noi, dai voce alla tua volontà di ricordare.

E’ richiesto il massimo grado di partecipazione, unitamente alla consapevolezza di essere parte di un organismo chiamato Nazione.

Casa Pound Italia   [ http://www.casapounditalia.org ]
Radio Bandiera Nera  [ http://www.radiobandieranera.org ]
Novopress Italia  [ http://it.novopress.info ]
No Reporter   [ http://www.noreporter.org ]

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Iniziative Locali
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

Blocco Studentesco: Azione contro caro-libri a Francavilla Fontana

admin | 18 gennaio 2010

Volantino dell'iniziativa

Volantino dell'iniziativa

Sacchi di juta con nomi case editrici e simbolo dollaro dinnanzi alla sede di cinque istituti scolastici della città

Nella prima mattinata di oggi a Francavilla Fontana il Blocco Studentesco – Brindisi ha realizzato un’azione dimostrativa contro il caro libri. Davanti ad alcune scuole della città sono stati depositati dei sacchi di juta, su cui è stata stampata l’effige del dollaro contornata dai nomi delle principali case editrici che producono testi scolastici. L’azione ha interessato 5 istituti: Istituto Tecnico Commerciale “G. Calò”, Liceo Scientifico Statale “F. Ribezzo”, Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” (compresa la succursale di via Battaglia), Liceo Classico Statale “V. Lilla”.

“Nonostante le promesse del ministro Gelmini, le famiglie italiane continuano a pagare cifre insostenibili per l’acquisto dei libri di testo. La spesa per ogni studente supera in media i 500 euro, senza contare che un istituto su due sfora il tetto di spesa imposto dal Ministero”, spiega Matteo Centonze, responsabile regionale del Blocco Studentesco. “Il Ministro dell’Istruzione – prosegue Centonze – non ha preso nessun provvedimento serio per contrastare questo problema, limitandosi a ‘consigliare’ alle case editrici di non cambiare edizione e di non aumentare i prezzi per 5 anni. Misure assolutamente insufficenti e inefficaci”.

“Il Blocco Studentesco – conclude Centonze – continua la sua battaglia per l’adozione di un libro di testo unico per ogni materia a livello regionale (differente a seconda dell’indirizzo scolastico). Chiediamo inoltre la creazione di un organo di controllo specifico che vigili sull’attività e i profitti delle case editrici”.

Liceo Classico Statale "V. Lilla"
Liceo Classico Statale “V. Lilla”
Liceo Classico Statale "V. Lilla"
Liceo Classico Statale “V. Lilla”
Liceo Classico Statale "V. Lilla"
Liceo Classico Statale “V. Lilla”

Istituto Tecnico Industriale "E. Fermi" (sede centrale)
Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” (sede centrale)
Istituto Tecnico Industriale "E. Fermi" (succursale)
Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” (succursale)
Istituto Tecnico Commerciale "G. Calò"
Istituto Tecnico Commerciale “G. Calò”

Liceo Scientifico Statale "F. Ribezzo"
Liceo Scientifico Statale “F. Ribezzo”
Volantino dell'iniziativa
Volantino dell’iniziativa

Leggi su Brundisium.net

Leggi su Brundisium.net

Leggi su Piazzavittoria.net

Leggi su Piazzavittoria.net

Leggi su La Gazzetta del Mezzogiorno

Leggi su "La Gazzetta del Mezzogiorno"

Leggi su ilbrindisino.it

Leggi su ilbrindisino.it

Leggi su Virgilio.it

Leggi su 'Virgilio.it'

Leggi su PugliaPress

Leggi su "PugliaPress"

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Blocco Studentesco, Iniziative
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

Casapound Brindisi: sagome davanti alle banche per il “mutuo sociale”

admin | 10 gennaio 2010
“Strozzato dal mutuo della casa: non sarebbe successo col mutuo sociale”. Questo il testo del manifesto affisso su delle sagome raffiguranti uomini strozzati dalla propria cravatta e appese oggi davanti gli istuti di credito della città dai militanti di Casapound Italia-Brindisi.
L’ azione mira a sensibilizzare le istituzioni e l’ opinione pubblica sul problema dell’ incapienza dei redditi mensili delle famiglie rispetto alle rate del mutuo sulla prima casa.Nelle immediate vicinanze delle sagome è stato affisso un manifesto che recitava “La tua amica banca ti tradirà” a sottolineare che oggi la stabilità dei lavoratori dipendenti è minata dal principio della flessibilità e dai morsi della crisi economica.

La proposta di legge di “Mutuo Sociale”, elaborata da Casapound Italia e che è stata recepita – tra l’altro – all’unanimità dal consiglio comunale di Viterbo, parte dal presupposto che ogni famiglia italiana possa soddisfare il bisogno primario di ripararsi attraverso il riconoscimento di un diritto ad una proprietà della casa di abitazione che sia “conformata”, ossia ottenuta senza filtri speculativi. Per questo non è prevista l’interposizione degli istituti di credito privati ma di un ente pubblico, mentre è possibile la sospensione della rata nel caso di perdita della fonte di reddito, come a esempio nel caso di licenziamento.




Leggi su Piazzavittoria.net

Leggi su Piazzavittoria.net

Leggi su PugliaPress.it

Leggi su PugliaPress.it

Leggi su Brundisium.net

Leggi su Brundisium.net

Leggi su Nuovo Quotidiano di Puglia

Nuovo Quotidiano di Puglia

Blog stranieri che hanno ripreso la notizia:

Blog greco

Blog greco

Blog irlandese

Blog irlandese

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Iniziative Locali
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

Antifà=Inciviltà

admin | 31 dicembre 2009

Nuovo Quotidiano di Puglia - cronaca di Brindisi - del 31 dicembre 2009Nuovo Quotidiano di Puglia – cronaca di Brindisi – del 31 dicembre 2009

Senza parole.

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Iniziative Locali
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

Casapound Brindisi e le ronde dei privati.

admin | 30 dicembre 2009

rondeCome è noto, il Comune di Francavilla Fontana ha inteso dare attuazione alla normativa che consente ai sindaci di valersi delle “associazioni di osservatori volontari” per la segnalazione agli organi competenti di eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale; istituite dai commi da 40 a 44 dell’articolo 3 della legge 15 luglio 2009, n. 94.

Casapound non concorda sulla scelta politica che ha animato il legislatore statale. A nostro avviso si deve infatti partire dal concetto di autorità pubblica. Chi indossa un’uniforme per principio costituzionale, deve essere imparziale, deve perseguire cioé istituzionalmente interessi pubblici che devono (o dovrebbero) coincidere con gli interessi del gruppo sociale organizzato in forma statuale. Il poliziotto, il carabiniere, impersona l’autorità ed esercita l’autorità, e la “imparzialità” è data proprio da come è strutturato il potere che esercita. Egli per esempio dipende dallo Stato (o se si tratta di altra forza di polizia da un’altra pubblica amministrazione non statale), è stato reclutato con procedure che garantiscono terzietà, ed è sottoposto alle leggi.

Il privato che fa la ronda non esercita alcuna autorità. Se vede un illecito può denunciarlo, in certi casi può arrestare, o può agire in autotela. Resta il fatto che le sue dichiarazioni per es. non sono assistite da fede privilegiata, ed egli risponde delle scelte compiute solo a se stesso, non essendo la sua attività procedimentalizzata o funzionalizzata ma esclusivamente frutto dell’esercizio di una libertà.
E’ possibile – e ci sono stati – che vi siano dei periodi della storia in cui l’equilibrio si rompe e la costruzione “giuridica” non corrisponda alla costruzione “di fatto”. Privati acquisiscono autorità in punto di fatto perché lo Stato non riesce ad organizzare ed a gestire correttamente la forza. Ogni volta che questo succede e coinvolte vi sono organizzazioni di tipo politico ci troviamo di fronte ad un periodo pre rivoluzionario o comunque di instabilità politica forte.

In periodi post rivoluzionari l’obiettivo è quello di “normalizzare” facendo rientrare nell’alveo del pubblico quelle forze che in precedenza si esprimevano in termini privatistici.
Ciò che lascia perplessi è che qui si scivola verso l’orientamento opposto: non pubblicizzare il privato, ma privatizzare il pubblico.
Sarebbe stato molto più coerente istituire una struttura presso il ministero dell’interno (e quindi gestita localmente dalle prefetture) finanziata e reclutata su base volontaristica (dei Volontari Nazionali), cui potessero venire affidati compiti di sorveglianza del territorio.
Si assiste al contrario ad uno spettacolo pericoloso, con delle amministrazioni rappresentative (è il Sindaco che decide di avvalersi dello strumento dell’”osservazione volontaria” attraverso le suddette associazioni e con esse stipula apposite convenzioni di servizio) che potrebbero far cadere la scelta su associazioni loro surrettiziamente contigue, le quali recluteranno uomini di parte con modalità su cui il pubblico non può mettere becco, e che – proprio per lo stravagante impianto normativo di cui si è detto – avranno una sorta di “pubblica fede” sia direttamente, sia in via mediata (attraverso i collegamenti inevitabili che si stringeranno via via con le forze dell’ordine).
Si aggiunga che solo attraverso lo strumento regolamentare (nello specifico il DM Interno 8 agosto 2009) si sono stabiliti – fra i requisiti ai fini dell’iscrizione nell’elenco prefettizio – la gratuità e la non finalità di lucro della associazione (art. 1 co. 2 lettera a DM 8 agosto 2009), e che perciò questo principio potrebbe essere superabile con un semplice provvedimento ministeriale di diverso segno. Ciò non toglie comunque che gli enti pubblici drenino risorse a vantaggio di questi soggetti privati sotto la veste di “indennità di rimborso spese”. Addirittura il testo originario nella prima stesura del maxiemendamento della finanziaria 2010 stabiliva infatti questa prerogativa con fondi statali, poi sparita nella versione definitiva.
Questa possibilità instaura un meccanismo già rodato in altri settori: il conflitto di interesse fra il ruolo cui questi soggetti privati sono preposti e le sovvenzioni pubbliche cui essi potrebbero essere destinatari, sovvenzioni che aumentano all’aumentare dell’emergenza.
Inoltre la stabilizzazione di questo sistema potrebbe portare questi volontari “indennizzati” ma non “retribuiti” a rivendicazioni di eventuali “sanatorie” della loro condizione di fatto, con richiesta di stabilizzazione nell’ambito di un rapporto di impiego.
Senza contare il fatto che, se è comunque a carico del fisco la formazione di volontari privati,
l’impegno del personale formato non è assistito da alcuna garanzia di determinatezza temporale, potendo l’associato – in quanto individuo che svolge una prestazione a titolo gratuito – sempre recedere dalla associazione senza incorrere in alcuna responsabilità.
Con riferimento alla specifica realtà francavillese poi, non si ritiene che l’attuazione di tali normative da parte dell’amministrazione possa giustificarsi sul piano della mera  opportunità.
Non si riscontrano nell’opinione pubblica i sintomi della paura o del fastidio che derivano dall’allarme mediatico su fatti di cronaca i quali richiedono – sia pur come placebo – di una risposta come quella delle ronde.

Leggi su Brundisium.net

Leggi su Brundisium.net

Leggi su Francavillesi.it

Leggi su Francavillesi.it

Comments
1 Commento »
Categorie
Iniziative Locali
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

Psicopatologia dell’antifascismo

admin | 26 dicembre 2009

Antifa

Antifa

Subdolo, cattivo, parassitario: il temibile virus del partigiano è tra noi… Più contagioso dell’hiv, più misterioso di Ebola, più suino dell’influenza A.

 

Scopo di questo studio, che si vuole altamente scientifico, è quello di tracciare un ritratto quanto mai rigoroso di una rara malattia fisica e morale di cui persistono diversi focolai in infezioni fra gli emarginati delle megalopoli più moderne. I virologi dei nostri laboratori hanno isolato il virus, che è poi stato ribattezzato come “antifascismo”, dal nome di un’antica malattia esotica che ai tempi della guerra 1939-45 si diffuse in seguito all’avanzata dell’esercito americano sul continente europeo causando migliaia di vittime.

Per prima cosa dobbiamo, ovviamente, circoscrivere il campo e definire con la massima precisione l’oggetto di tale ricerca. “antifascista”, quindi, non è per noi chiunque esprima opinioni totalmente o parzialmente negative sull’esecutivo che ha governato l’Italia tra il 1922 e il 1945, o su altre esperienze affini al resto d’Europa. Le opinioni, infatti, non rientrano nell’ambito della psicopatologia, essendo per loro natura passibili di confutazione o, comunque, di messa in discussione dialettica.

L’antifascismo, invece, non è un opinione.

Potremmo anzi definirlo così: è antifascismo quella forma di malattia fisica e morale che determina il ricentraggio del proprio percorso di vita sull’opposizione dogmatica e totalizzante a tutto ciò che, spesso in forme altamente paranoiche e deliranti, viene interpretato come proprio dell’esperienza fascista.

E’ del tutto evidente, quindi, che occorrono particolari evidenze sintomatiche, nonché un’accanita virulenza della malattia, affinché si possa rientrare nel campo della patologia vera e propria. Forme lievi o passeggere, sintomi isolati o crisi momentanee appaiono invece spesso come parentesi riscontrabili talvolta persino in organismi sani e facilmente curabili.

Per studiare meglio il fenomeno occorre tuttavia isolare i singoli sintomi del virus che, con regolarità, si presentano nel paziente medio affetto dalla patologia.

Ossessione maniacale reattiva

L’antifascista è innanzitutto affetto in modo grave, patologico e continuato da assenza di autonomia. La stessa definizione che i pazienti scelgono per definire se stessi reca in sé un prefisso (anti-) che rimanda ad un’alterità che è concepita come originaria e alla quale ci si rapporta in negativo. L’antifascista vuole essere ed è sempre l’ombra di qualcun altro (e sappiamo come l’ombra sia prodotta rispetto ad un corpo colpito dal sole). Ciò che rende di fatto patologica questa impostazione è che l’essere “anti-“ non è rivendicato come fattore contingente e secondario (es.: io sono A, B e C, se poi D mi attacca sono anche anti-D) ma assolutamente primario e fondativo. Il caso di un recente focolaio di infezione lo spiega bene: “Se una persona mi dovesse incontrare per strada e dirmi “tu chi sei?”, la prima cosa che dico di me è che sono un antifascista” (min. 2.32).

Da qui l’ossessione voyeuristica per un mondo politico e umano che finisce per diventare unica ed onnipervasiva preoccupazione. Si scheda, si documenta, si spia, si archivia, ci si infiltra: si vive, insomma, unicamente in funzione del nemico.

Uno dei casi limite, in questo senso, si è verificato in un paziente di Milano, tale S.F., giudicato ormai incurabile dai maggiori specialisti del settore per aver fatto dello spionaggio e della delazione, una professione e una missione di vita.

Sempre in tema di esistenze borderline nell’ambito della psicopatologia antifascista, appare frutto di una saltuaria quanto virulenta epidemia, un recente articolo del Corriere della Sera in cui, con toni lirici e contriti, si narrava l’esempio edificante di una signora Irmela Mensah-Scharamm, preoccupante caso di demenza senile passata agli annali per aver passato 23 anni della sua vita a girare per la Germania in cerca di adesivi neonazi da cancellare (www.corriere.it/esteri/09_ottobre_29/berlino-nonna-irmela-cancella-scritte-naziste-arredia_9cfaffdec480-11de-ae8c-00144f02aabc.shtml).

VENTITRE ANNI: una vita sprecata all’ombra degli altri, nell’incubo degli altri… Una vita da antifascista.

Paranoia securitaria

A ben vedere, il virus antifascista è da questo punto di vista un mero epifenomeno di una pandemia più ampia che potremmo chiamare “schizofrenia emergenziale”. Si tratta di una perversa logica mediatica in cui tutto, improvvisamente, diviene “emergenza”:

il caldo, il freddo, l’influenza, i cani feroci, gli immigrati, i giovani con le “lame”, la droga etc.

Beninteso: a volte i problemi messi in luce in questo modo sono realmente gravi e pressanti, non si sta mettendo in discussione questo.

Ciò che è intrinsecamente sbagliato, nella schizofrenia emergenziale, è lo scandalismo di fondo, il tentativo eterodiretto di mantenere la popolazione in uno stato di paura e incertezza costante in modo da farle accettare di buon grado la protezione del Grande Fratello…

Ora un sintomo curioso che si riscontra nei malati di antifascismo è il fatto che tale logica venga sempre denunciata con puntualità salvo poi ricrearla, all’ennesima potenza, per denunciare una pretesa “emergenza fascista”. In questo senso, cruciali sono le celeberrime liste di aggressioni fasciste che circolano nei siti antifà e che dipingono costantemente un’Italia sull’orlo della dittatura nera. Liste la cui compilazione risente di criteri filologici chiaramente influenzati dalla patologia di cui stiamo discutendo.

In alcuni casi, ad esempio, gli episodi di violenza vengono semplicemente inventati, o magari vengono inventariati fatti poi smentiti dagli investigatori senza che nessuno aggiorni gli elenchi.

In altri le responsabilità delle aggressioni vengono semplicemente ribaltate, facendo diventare carnefici i bersagli: si veda a questo proposito Casal Bertone (luglio ’07) o Piazza Navona (ottobre 2008), a Roma.

Altre volte si deforma la realtà trasformando ogni rissa in una “aggressione”, tacendo modalità e dinamiche dei fatti che potrebbero dare una versione più ampia o magari opposta ai fatti.

Agli episodi di presunta violenza vengono poi accostati con sommo clamore – al solo fine di impressionare il lettore con liste chilometriche – fatti che non troverebbero posto nelle brevi di un giornale locale, come scritte vergate a pennello su una panchina. Su tutto infine, domina il mostrum filosofico del “fascismo oggettivo” o, nella definizione di Umberto Eco, “Ur-fascismo”.

L’idea, cioè, che il “fascismo” sia una categoria assoluta, indipendente dal tempo e dallo spazio nonché, soprattutto, dalla consapevolezza soggettiva degli individui di essere “fascisti”.

Il concetto è più o meno questo: chi esce di casa armato di coltello per colpire chiunque possa essere considerato diverso, altro, straniero, di colore, gay, di sinistra, è un fascista…

http://anarcosolidale.splinder.com/post/21190365/Renato%20Biagetti%20assassinato%20da

In questo modo si può dimostrare tutto e il contrario di tutto: il pericolo fascista è imminente perché il fascismo è ovunque, è in ogni cosa, in ogni persona, in ogni atto di violenza…Della serie: Vivono tra noi.

Sclerosi da moralismo

Il virus antifascista comporta sempre una notevole dose di regressione ad una dimensione iperborghese, forcaiola, legalitario e reazionaria, nonostante chi ne è affetto continui a definirsi libertario, anticonformista e rivoluzionario.

L’antifascista chiede sistematicamente la mano dura di polizia e forze politiche nei confronti dei “fascisti”. Auspica e chiede arresti, chiusure di spazi, messe fuori legge, sgomberi.

Ed ecco che “l’antagonista”, a causa della sua patologia, si trasforma in piccolo borghese legalitario, uno di quelli che chiamano la polizia per farti abbassare la radio e che ti bucano il pallone se giochi per strada. La metamorfosi da libertario a questurino è inquietante ma sistematica. Tanto i contenuti che i toni del delirio patologico antifascista risentono di un moralismo stomachevole da “che tempi, signora mia”.

Con uno strabismo, peraltro, che ha del preoccupante: non si cessa di contestare e violare in prima persona ogni tipo di legge ma poi ci si ritrova a fare quadrato attorno al legislatore contro gli avversari politici. L’isteria legalitaria si appunta soprattutto sulla Costituzione. Il che è tipico dei soggetti colpiti dal virus.

Si tratta, nell’animo, di “gente del libro”, di persone che hanno bisogno di un testo sacro in cui sia contenuta la verità ultima e indiscutibile.

Una volta era la Bibbia, poi si è passati al Capitale, ora gli resta la Costituzione. Che per costoro non è, attenzione, il prodotto di un legislatore umano, fallibile e storicamente determinato. No, la Costituzione è la Tavola della legge definitiva, rispetto alla quale non solo ogni tentativo di modifica, ma persino ogni accenno di discussione risulta blasfemo, eversivo, golpista, criminale.

Una tale mitizzazione di un testo legislativo comporta peraltro che si cessi di leggerlo e se ne abbia anzi una percezione completamente onirica.

La Costituzione, per costoro, gronda di antifascismo in ogni riga e ha nell’antifascismo la sua ragion d’essere e la sua essenza. L’avanzato stato del male impedisce a costoro di percepire che da nessuna parte è scritto che l’Italia è una Repubblica basata sulla resistenza, e che nella Costituzione non si parla di antifascismo e che ancora l’unico accenno al fascismo è contenuto in una disposizione già allora considerata “transitoria” e che comunque non ha impedito ad un partito i cui quadri provenivano interamente dalla RSI, di partecipare a tutta la vita democratica del paese.

Deficienza etica

Il marcato moralismo che caratterizza il male antifascista coabita a stretto contatto con una deficienza etica assoluta.

Lesti nello “sbugiardare” l’etica fascista e le sue parole d’ordine, gli antifà finiscono per rifiutare ogni impostazione di tipo etico. Un esempio aiuterà a capire la virulenza di questo preoccupante sintomo.

Ecco, infatti, il resoconto di una recente bravata antifascista:

Circa 200 antifascist* si sono dati appuntamento in piazza Castello (a Torino) intorno alle 14, da dove si sono mossi in direzione piazza San Carlo, dove avrebbe dovuto tenersi l’iniziativa fascista. Camionette e poliziotti a difesa di una decina di fascisti di CasaPound, nascosti dietro lo schieramento poliziesco ma individuati dai compagni e dalle compagne. Il presidio antifascista ha quindi deciso di muoversi repentinamente, facendo il giro dell’isolato e sorprendendo alle spalle i fascisti. C’è stato un momento di scontro degli antifascisti contro i fascisti di CasaPound, intermezzato dalle cariche della polizia. http://lombardia.indymedia.org/node/22517

Il documento è interessante, perché (comunque fra mille falsità) esprime chiaramente alcune linee di pensiero:

  1. Non si inventano provocazioni o aggressioni, si dice chiaramente che l’esistenza stessa dei “fasci” è la loro unica e sola colpa.

  2. Si esprime con orgoglio il valore dell’aggressione in schiacciante superiorità numerica e

  3. Si rivendica l’eticità dell’attacco alle spalle…Se questi sono uomini…

Afasia di genere

L’ultimo sintomo lo abbiamo or ora incontrato: si tratta della difficoltà linguistica detta anche sindrome dell’asterisco.

Dicono bene i Nonnini in “Come appiccare un incendio”: la differenza è il male, il neutro la cura. Lo stupro linguistico dell’asterisc* e del nero (neri siamo noi, state dando ai negri dei fascisti) etc., è solo la sfaccettatura grammaticale del mangiare lo stesso big Mac nella stessa cucina Ikea da Toronto a Taipei, capito come?

L’antifascista è strutturalmente timoroso di tutto ciò che “è”, perché – essendo “è”- questa cosa non è quest’altra. Quindi compie in qualche modo una discriminazione, un ingiustizia, una violenza.

L’antifascista sogna invece l’indistinto, il generico, il caldo amniotico di una vita uterina, non-vita, senza fastidiosi confronti col mondo.

L’antifascista ha paura del maschile perché non è femminile, e del femminile perché non è maschile, del nero perché non è bianco e del bianco perché non è nero.

L’antifascista conosce solo il neutro e per definirlo usa l’asterisco.

L’asterisco, la desinenza più usata dai vili, non offende nessuno perché non dice nulla.

La Cura

Definiti in modo sommario i sintomi della patologia, non ci resta che abbozzare una possibile cura.

Compito arduo, ma che secondo noi non può che passare attraverso alcune linee guida definitive:

  • Assimilazione graduale delle più elementari regole di decoro e igiene personale.

  • Bagni di sole, esercizi ginnici e frequente permanenza all’aria aperta, nei grandi spazi, dove soffia il vento.

  • Alfabetizzazione umoristica e iniziazione all’ironia come percorso verso il rinnovamento del sorriso perduto.

  • Corsi intensivi di storia contemporanea.

Agli scienziati del futuro il disperato ma doveroso compito di liberarci dal male.

Un Uomo Libero

Brano tratto dalla rivista non conforme: Occidentale

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Iniziative Locali
Commenti RSS Commenti RSS
Trackback Trackback

« Previous Entries

Informazioni

  • Chi siamo
  • Contattaci
  • Mercatino
    • Cassa
    • Il tuo profilo
    • Risultati dell’operazione

Archivi

Blogroll

  • Blocco Studentesco
  • Casapound Italia
  • Comunità Solidarista Popoli
  • Gianluca Iannone
  • Ideodromo
  • L'Uomo Libero
  • La Muvra
  • La testa di ferro
  • Mutuo Sociale
  • Noreporter
  • Occidentale
  • Orion Libri
  • Radio Bandiera Nera
  • Tempo di essere madri
  • Tortuga Web TV
  • Vivamafarka
  • Zeta Zero Alfa

Radio Bandiera Nera

Radio Bandiera Nera

Commenti recenti

  • Francesco su Casapound Brindisi e le ronde dei privati.
  • Marta su Decapitata la statua dell’Ardito. Casapound risponde commemorando i caduti della Grande Guerra
  • Andrea S. su Calabria Fest 2009

Contatore

rss Commenti RSS valid xhtml 1.1 design by jide powered by Wordpress get firefox